Rottamazione tasse locali: IMU, TARI, bollo e multe, domanda entro il 15 dicembre

Da ieri, 15 ottobre, sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione si può chiedere il prospetto con le cartelle “rottamabili” relative a tasse, tributi e multe di Comuni e Regioni. Da oggi, 16 ottobre, si può presentare la domanda. C’è tempo fino al 15 dicembre 2026. Vediamo chi può aderire, cosa si risparmia e come muoversi.

In breve
  • Riguarda IMU, TARI, bollo auto, multe stradali e altre entrate di Comuni e Regioni affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 2000 al 2023.
  • Vale solo se il tuo Comune o la tua Regione hanno aderito entro il 31 luglio 2026 (circa 1.500 enti in tutta Italia).
  • Si paga il debito originario: niente sanzioni, interessi e aggio (per le multe resta la sanzione).
  • Domanda online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
  • Pagamento in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 o fino a 54 rate bimestrali.

Di cosa si tratta

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la cosiddetta rottamazione-quinquies per le cartelle affidate all’agente della riscossione dal 2000 al 2023. All’inizio, però, le tasse locali affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione ne restavano fuori: la Legge di Bilancio lasciava ai singoli enti la possibilità di fare una propria definizione agevolata, ma solo per le entrate gestite in proprio.

Il vuoto è stato colmato dall’art. 10-quinquies del decreto fiscale (d.l. 38/2026, convertito dalla legge 88/2026), che estende la rottamazione-quinquies anche ai debiti, tributari e non, affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione da Regioni ed enti locali. Il calendario è stato poi spostato in avanti dal d.l. 63/2026 (convertito dalla legge 113/2026), che ha fissato la finestra per le domande dal 16 ottobre al 15 dicembre.

La misura non è automatica: ogni ente doveva decidere se aderire, con un apposito provvedimento pubblicato e trasmesso all’Agenzia entro il 31 luglio 2026. Chi non l’ha fatto è rimasto fuori, e non è più possibile rimediare.

E a Viterbo?

Per chi vive nel nostro territorio ci sono due buone notizie. Il Comune di Viterbo ha aderito alla rottamazione dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione, e la Regione Lazio è una delle sole cinque Regioni (con Campania, Basilicata, Puglia e Umbria) che hanno aderito per i propri carichi: quindi rientrano anche i vecchi bolli auto finiti a cartella.

Se abiti in un altro Comune della Tuscia, controlla l’elenco ufficiale degli enti aderenti pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione: ogni amministrazione ha deciso per conto proprio.

Attenzione: solo le cartelle dell’Agenzia delle entrate-Riscossione

La rottamazione riguarda esclusivamente i debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Non comprende i tributi che il Comune riscuote in proprio o tramite concessionari privati: per quelli l’ente può aver previsto una sua definizione agevolata, con regole e scadenze diverse, da verificare presso l’ufficio tributi.

Conta inoltre la data di affidamento del debito all’agente della riscossione (tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023), non l’anno a cui si riferisce la tassa.

Cosa si paga e cosa si risparmia

Si applicano le stesse regole della rottamazione nazionale.

Paghi
  • l’imposta o il tributo originario (il “capitale”)
  • le spese di notifica della cartella
  • le spese per eventuali procedure esecutive
Non paghi
  • le sanzioni
  • gli interessi di iscrizione a ruolo e di mora
  • l’aggio di riscossione

Multe stradali e altre sanzioni amministrative. Qui la sanzione è il debito stesso, quindi resta dovuta. Si risparmiano gli interessi, comprese le maggiorazioni per il ritardo, e l’aggio. Su multe vecchie e lasciate correre, le maggiorazioni possono pesare parecchio.

Un esempio

Una cartella per TARI non pagata, affidata all’Agenzia nel 2021:

Voce Senza rottamazione Con rottamazione
TARI dovuta 800,00 € 800,00 €
Sanzioni 240,00 € 0,00 €
Interessi 120,00 € 0,00 €
Aggio 60,00 € 0,00 €
Spese di notifica 5,88 € 5,88 €
Totale 1.225,88 € 805,88 €

Importi indicativi a solo scopo di esempio: le cifre esatte sono quelle del prospetto dell’Agenzia. In questo caso il risparmio è di circa un terzo.

Primo passo: il prospetto delle cartelle

Prima di fare domanda conviene sapere cosa si può rottamare e quanto si pagherebbe. Il prospetto informativo riporta l’elenco dei carichi definibili e le somme dovute con lo sconto. Si richiede nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)” del sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione:

  • dall’area riservata, con SPID, CIE o CNS (professionisti e imprese anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate): arriva via email un link per scaricare il documento;
  • dall’area pubblica, senza credenziali, compilando un modulo e allegando un documento di riconoscimento.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta solo online, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, nella stessa sezione del sito:

  • in area riservata trovi già l’elenco dei carichi definibili e scegli quelli da inserire;
  • in area pubblica devi indicare tu i numeri delle cartelle;
  • tramite un intermediario (commercialista o CAF) con delega ai servizi online dell’Agenzia.

Non serve inserire tutte le cartelle: puoi scegliere quali rottamare. La domanda già inviata si può integrare entro il 15 dicembre, per esempio per aggiungere una cartella dimenticata.

Come e quando si paga

Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia invierà la comunicazione con l’importo dovuto e il piano dei pagamenti. A quel punto puoi scegliere:

  • unica soluzione entro il 31 marzo 2027;
  • a rate: fino a 54 rate bimestrali (circa nove anni), la prima entro il 31 marzo 2027, ciascuna di almeno 100 euro, con interessi al 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Occhio alla puntualità: come nella rottamazione nazionale, il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima fa perdere i benefici, e quanto versato fino a quel momento vale solo come acconto sul debito pieno.

Le date da segnare

15 ottobre 2026 Disponibile il servizio per richiedere il prospetto
16 ottobre 2026 Si apre la presentazione delle domande
15 dicembre 2026 Ultimo giorno per presentare o integrare la domanda
28 febbraio 2027 L’Agenzia comunica importi e rate
31 marzo 2027 Pagamento in unica soluzione o prima rata

Conviene sempre?

Nella maggior parte dei casi sì, ma prima di inviare la domanda vale la pena fare due verifiche:

  • Le cartelle più vecchie potrebbero essere prescritte. Per i tributi locali e per le multe la prescrizione è di regola di cinque anni: se nel frattempo non è arrivato alcun atto che l’abbia interrotta, potrebbe non essere dovuto nulla.
  • Le rate devono essere sostenibili. Meglio un piano più lungo e rispettato che uno corto e poi abbandonato: la decadenza fa tornare dovuto l’intero debito.
Hai cartelle per IMU, TARI, bollo auto o multe?
Con la tua delega posso richiedere il prospetto, controllare quali carichi conviene rottamare e quali sono contestabili, e presentare la domanda per te entro il 15 dicembre.

Chiamami: 331 282 0093 Scrivimi su WhatsApp

Fonti: legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82-110; d.l. 27 marzo 2026, n. 38, art. 10-quinquies, convertito dalla legge n. 88/2026; d.l. n. 63/2026, convertito dalla legge n. 113/2026; comunicati stampa Agenzia delle entrate-Riscossione del 25 settembre e del 15 ottobre 2026. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione sul caso specifico.

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