Domande frequenti al commercialista a Viterbo
Le risposte del Dott. Massimo Testa, Dottore Commercialista e Revisore Contabile a Viterbo, alle domande più frequenti di imprese, professionisti e privati.
Lo studio
Chi è Massimo Testa?
Massimo Testa è un Dottore Commercialista e Revisore Contabile iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo. Laureato in Economia Aziendale e in Consulenza e Controllo Aziendale all'Università degli Studi della Tuscia, opera a Viterbo da oltre dieci anni nella consulenza fiscale, societaria e nel contenzioso tributario.
Dove si trova lo studio del Dott. Massimo Testa e quali sono gli orari?
Lo studio del Dott. Massimo Testa si trova in Piazza Vittorio Veneto 2, a Viterbo. È aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. Telefono: 331 282 0093. Email: segreteria@massimotestacommercialista.it.
Lo studio Massimo Testa segue anche clienti fuori Viterbo?
Sì. Lo studio Massimo Testa offre consulenza e servizi in tutta la provincia di Viterbo e in tutta Italia. Alcune pratiche, come la gestione degli avvisi bonari, si svolgono interamente online: i documenti si caricano dal sito e la lettera d'incarico arriva via email.
Quali clienti segue il commercialista Massimo Testa?
Il Dott. Massimo Testa assiste società di capitali, società di persone, ditte individuali e liberi professionisti. Per i professionisti offre soluzioni su misura sia in regime forfettario sia in contabilità semplificata.
Come si fissa un appuntamento con il Dott. Massimo Testa?
Per fissare un appuntamento con il Dott. Massimo Testa si può chiamare il 331 282 0093 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, scrivere a segreteria@massimotestacommercialista.it oppure compilare il modulo nella pagina Contatti.
I servizi
Di cosa si occupa lo studio Massimo Testa?
Lo studio Massimo Testa si occupa di consulenza fiscale e tributaria, contabilità e bilancio, revisione legale dei conti e contenzioso tributario. Segue il cliente in ogni fase della vita dell'attività: costituzione, adempimenti e dichiarazioni, pianificazione fiscale, rapporti con l'Agenzia delle Entrate e difesa in giudizio. Il dettaglio è nella pagina Servizi.
Voglio avviare un'attività: meglio ditta individuale, società di persone o Srl?
La forma giusta dipende da fatturato atteso, numero di soci, rischio d'impresa e carico fiscale e contributivo. Lo studio Massimo Testa affianca chi avvia un'attività nella scelta tra ditta individuale, società di persone e società di capitali, analizza la normativa fiscale della forma scelta e cura tutti gli adempimenti di costituzione. Approfondimento: Consulenza su contabilità e bilancio.
A chi rivolgersi a Viterbo per aprire la Partita IVA in regime forfettario?
A Viterbo lo studio del Dott. Massimo Testa segue l'apertura della Partita IVA e la gestione del regime forfettario: verifica dei requisiti di accesso, scelta del codice ATECO, inquadramento previdenziale, fatturazione e dichiarazione dei redditi.
Lo studio Massimo Testa redige i bilanci delle società?
Sì. Lo studio Massimo Testa presta consulenza nella redazione di bilanci di esercizio, bilanci consolidati e situazioni patrimoniali straordinarie. Su richiesta la consulenza contabile e amministrativa si svolge direttamente presso la sede del cliente.
Lo studio si occupa di dichiarazioni e pianificazione fiscale?
Sì. Lo studio Massimo Testa predispone tutte le dichiarazioni fiscali, per imposte dirette e indirette, e affianca l'imprenditore nelle decisioni aziendali per ottimizzare il carico fiscale nel rispetto della normativa. Approfondimento: Consulenza in materia di diritto tributario.
Il Dott. Massimo Testa svolge la revisione legale dei conti?
Sì. Il Dott. Massimo Testa è Revisore Contabile e svolge attività di revisione legale dei conti: controllo e certificazione a garanzia della trasparenza e della conformità del bilancio.
Regime forfettario e contributi
Il 4% della cassa fa reddito per i forfettari?
Dipende da quale 4% si tratta. Il contributo integrativo delle casse professionali private, come Cassa Forense, Inarcassa o la Cassa dei commercialisti, non fa reddito: il professionista lo incassa dal cliente e lo riversa alla propria Cassa, quindi non entra nella base su cui il forfettario calcola imposta e contributi. La rivalsa INPS del 4% degli iscritti alla Gestione Separata, invece, fa reddito. Approfondimento: INPS al 4% e casse private al 4%: perché sono trattati in modo diverso.
La rivalsa INPS del 4% fa reddito nel regime forfettario?
Sì. La rivalsa INPS del 4% che l'iscritto alla Gestione Separata addebita in fattura è una maggiorazione del compenso, non un contributo che il cliente versa all'INPS. Concorre quindi al reddito su cui si calcolano l'imposta sostitutiva del regime forfettario e i contributi previdenziali. Approfondimento: contributi in fattura, quali sono imponibili.
Cosa si intende per mera prosecuzione nel regime forfettario? Qualche esempio
Si ha mera prosecuzione quando la nuova attività è diversa solo nella forma ma prosegue in sostanza quella svolta prima, come dipendente o come autonomo: in quel caso l'aliquota del 5% non spetta e si applica il 15%. Si guardano luogo, beni strumentali, clientela e contenuto delle prestazioni (Circolare 10/E del 2016). Esempio di mera prosecuzione: l'ex dipendente che apre la Partita IVA e fattura la stessa prestazione all'ex datore di lavoro. Esempio di attività nuova: l'ex dipendente che apre un proprio locale con attrezzature e clienti nuovi. Altri casi pratici: Forfettario al 5%: quando è veramente una nuova attività.
Dopo quanto tempo posso riaprire la Partita IVA per avere il forfettario al 5%?
Servono tre anni compiuti senza alcuna attività d'impresa, artistica o professionale, contati a data di calendario. Chi ha chiuso la Partita IVA il 30 novembre 2022 può riaprirla con l'aliquota del 5% dal 1° dicembre 2025; riaprendo anche un solo giorno prima si applica il 15%. Occorre inoltre che la nuova attività non sia mera prosecuzione di quella precedente (art. 1, comma 65, L. 190/2014). Guida completa: quando riaprire la Partita IVA per rientrare nell'aliquota del 5%.
Posso fatturare al mio ex datore di lavoro in regime forfettario?
Sì, ma non in modo prevalente. È escluso dal regime forfettario chi realizza oltre il 50% dei ricavi verso datori di lavoro con cui ha avuto un rapporto di lavoro dipendente nei due periodi d'imposta precedenti (art. 1, comma 57, lett. d-bis, L. 190/2014). La prevalenza si verifica a fine anno e, se superata, comporta l'uscita dal regime dall'anno successivo. Trascorsi due periodi d'imposta interi dalla fine del rapporto, il vincolo viene meno. Esempio con le date: Partita IVA forfettaria ed ex datore di lavoro, la regola del biennio.
Un forfettario può fatturare alla Srl del marito, della moglie o del padre?
Dipende. Il regime forfettario si perde se ricorrono insieme tre condizioni: il controllo della Srl, anche indiretto tramite familiari stretti come coniuge, genitori, figli o fratelli; un'attività della Srl riconducibile a quella svolta dal forfettario; la deduzione del costo della fattura da parte della Srl. Se manca anche una sola delle tre, la causa ostativa non scatta. Approfondimento: Regime forfettario e fatturazione: legami familiari e societari.
Chi è in regime forfettario può essere socio di uno studio associato o di una società di persone?
No. Chi partecipa a una società di persone, a un'associazione professionale o a un'impresa familiare non può applicare il regime forfettario: la causa ostativa scatta per la sola partecipazione, senza le eccezioni previste per chi fattura a una Srl. Approfondimento: legami societari e regime forfettario.
Il codice ATECO decide a quale gestione INPS devo iscrivermi?
In larga parte sì. Le professioni intellettuali senza albo rientrano nella Gestione Separata INPS, con contributi in percentuale sul reddito effettivo e senza minimi fissi. Commercianti e artigiani rientrano nella Gestione Artigiani e Commercianti, con iscrizione alla Camera di Commercio e un contributo minimo dovuto a prescindere dal reddito. I professionisti con albo versano alla propria Cassa e non all'INPS. Guida: Gestione INPS e codice ATECO, come scegliere l'inquadramento corretto.
Avvisi bonari, accertamenti e contenzioso
Ho ricevuto un avviso bonario dall'Agenzia delle Entrate: cosa devo fare?
Un avviso bonario va verificato subito, prima di pagarlo: può essere corretto, parzialmente errato o del tutto infondato, e i termini per reagire decorrono dalla ricezione. Lo studio Massimo Testa esamina la comunicazione, controlla la dichiarazione a cui si riferisce e, se le somme non sono dovute, presenta l'istanza di autotutela tramite il canale telematico CIVIS per chiedere lo sgravio totale o parziale o la rideterminazione delle sanzioni.
Come funziona il servizio online per gli avvisi bonari dello studio Massimo Testa?
Il servizio si svolge in tre passi. Primo: si indica se l'avviso nasce da un controllo automatico o formale e l'importo richiesto, e il sito mostra subito il preventivo. Secondo: si caricano l'avviso in PDF e un documento d'identità. Terzo: lo studio verifica i documenti e invia via email la lettera d'incarico da firmare e i dati per il bonifico. La pratica viene caricata su CIVIS entro 24/48 ore dall'accredito. Si parte da qui: Risoluzione Avvisi Bonari Online.
Che differenza c'è tra controllo automatico (36-bis) e controllo formale (36-ter)?
Il controllo automatico (art. 36-bis D.P.R. 600/73 per i redditi, art. 54-bis D.P.R. 633/72 per l'IVA) è una liquidazione fatta dal sistema sui dati della dichiarazione: rileva errori di calcolo e versamenti mancanti o tardivi. Il controllo formale (art. 36-ter D.P.R. 600/73) verifica invece che i dati dichiarati, come oneri e detrazioni, siano supportati dai documenti, che l'Agenzia delle Entrate chiede al contribuente di esibire.
Ho ricevuto un avviso di accertamento: si può ridurre l'importo?
Spesso sì: un avviso di accertamento non è una condanna definitiva, ma l'inizio di un confronto tecnico con l'Agenzia delle Entrate. Con l'accertamento con adesione lo studio Massimo Testa ha ridotto dell'86% la pretesa verso una società agricola in accomandita e i suoi soci, da oltre 59.400 euro a circa 8.100 euro, ottenendo anche la rateizzazione. Ogni caso va valutato sui propri documenti e il risultato non è garantito. Il caso è raccontato in questo articolo.
Lo studio assiste durante una verifica della Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate?
Sì. Lo studio del Dott. Massimo Testa assiste i clienti durante accessi, ispezioni e verifiche di Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Ispettorato.
Il Dott. Massimo Testa assiste nel contenzioso tributario?
Sì. Il Dott. Massimo Testa segue direttamente il contenzioso tributario: assiste nelle controversie fiscali, predispone ricorsi e memorie davanti agli organi della giustizia tributaria e valuta, quando ne ricorrono le condizioni, gli istituti deflativi del contenzioso come l'accertamento con adesione. Approfondimento: Consulenza in contenzioso tributario.
Domande fiscali ricorrenti
Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?
Se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza è tardiva ma valida, con una sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni è omessa: si applicano sanzioni proporzionali all'imposta dovuta, i termini di accertamento si allungano e, se l'imposta evasa supera 50.000 euro per singola imposta e periodo, il fatto diventa reato (art. 5 D.Lgs. 74/2000). Regolarizzare spontaneamente resta quasi sempre preferibile ad attendere l'accertamento. Guida completa: Dichiarazione dei redditi omessa: cosa comporta e cosa fare.
Posso chiedere la NASpI anticipata per aprire la Partita IVA?
Sì. Chi ha diritto alla NASpI può chiederne la liquidazione in un'unica soluzione per avviare un'attività autonoma o un'impresa individuale (art. 8 D.Lgs. 22/2015). La domanda va presentata all'INPS in via telematica entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Attenzione: l'INPS può chiedere la restituzione integrale se si instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della fine del periodo teorico di NASpI, o se la Partita IVA resta di fatto inattiva. Guida completa: Anticipo NASpI e Partita IVA.
Il socio lavoratore di una Srl paga i contributi INPS sugli utili non distribuiti?
No, secondo la Cassazione (sentenza n. 25377 del 16 settembre 2026): gli utili di una Srl accantonati a riserva non entrano nella base contributiva del socio lavoratore iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani, salvo che siano stati distribuiti oppure che la società abbia optato per la trasparenza fiscale (artt. 115-116 TUIR). Spetta all'INPS provare una delle due circostanze. Analisi completa: Srl e soci lavoratori: utili non distribuiti e contributi INPS.
Quale detrazione spetta per le ristrutturazioni nel 2026: 50% o 36%?
La detrazione è del 50% solo se chi sostiene la spesa ha un diritto reale sull'immobile (proprietà, nuda proprietà, usufrutto, uso o abitazione) e lo utilizza come abitazione principale. In tutti gli altri casi, come seconde case e immobili a disposizione, è del 36%. Il limite di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare. Guida completa: Ristrutturazioni 2025-2026.
Chi non paga il bollo auto nel 2027?
In base al decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2026, nel 2027 sono esentate dal bollo le persone fisiche, per un solo veicolo regolarmente assicurato e, per le autovetture, con potenza fino a 80 kW. Restano esclusi i veicoli intestati a società. L'esenzione riguarda solo i bolli con scadenza ordinaria nel 2027; per gli anni successivi serve una conferma di legge. Dettagli: Addio bollo auto nel 2027.
Le risposte hanno finalità informativa, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

